Disturbo da uso di Cannabis

La dipendenza da cannabis è un fenomeno complesso: riguarda infatti l’instaurarsi di una relazione esclusiva tra una persona e una sostanza. Un intervento tempestivo e multidisciplinare è fondamentale. Bisogna capire il tipo di consumo fatto dall’adolescente o dal giovane adulto ed il livello di sviluppo psicologico e affettivo da lui raggiunto. Per questo a Milano Montevideo 19, prima di proporre qualsiasi intervento, ritiene necessario un colloquio conoscitivo con i suoi psicologi.
Nel percorso terapeutico viene spesso coinvolta anche la famiglia in diversi momenti e fasi, sia per comprendere quanto sta accadendo al figlio sia per sostenerne le difficoltà e la crescita.

Area di intervento: dipendenza da cannabis

Adolescenti, famiglie e cannabis

Da tempo, con la nostra équipe, ci occupiamo di ragazzi e ragazze consumatori di cannabis. L’esperienza ci ha portato a ritenere che modelli genitoriali ed educativi coerenti e autorevoli rappresentano un ottimo punto di riferimento per comprendere quanto gli adolescenti possano davvero “attraversare e risolvere” situazioni di “crisi”, senza sviluppare disturbi da uso di sostanze o altro.

L’adolescenza è infatti una fase esistenziale delicata: si ricercano autonomia e indipendenza, si sperimenta, si struttura l’identità.
Ragazzi e ragazze potrebbero anche utilizzare sostanze, spesso con coetanei e amici, ad esempio, per mettersi alla prova e sperimentare, non arrivando a strutturare tratti patologici.
Vogliamo rimarcare però che anche piccole quantità di sostanze potrebbero risultare parecchio nocive, sino a provocare conseguenze in ambito sociale, legale e sanitario. Questa affermazione è particolarmente vera se i consumatori attraversano specifiche fasi evolutive, come in adolescenza appunto.

Le sostanze hanno effetti difficili da prevedere, poiché dipendono dalla sensibilità soggettiva, oltre che dalla fase dello sviluppo, e possono influire nell’insorgenza o nella causa di psicopatologie.
Durante l’adolescenza, inoltre, il consumo di sostanze come la cannabis può essere una strategia di “coping maladattiva”, ovvero avere lo lo scopo di modificare uno stato emotivo negativo per evitare esperienze non desiderate.

Come accade per altre sostanze, quindi, l’uso di cannabis potrebbe associarsi ad una difficoltà nell’affrontare le proprie emozioni e diventare il mezzo per alleviare disagi causati da richieste ambientali/responsabilità (ansia), dai primi fallimenti (tristezza) o da esperienze di inattività (noia).

Metodo di valutazione

La definizione del “Disturbo da uso di Cannabis”, annovera tra i diversi criteri diagnostici la tolleranza, l’astinenza e il craving (desiderio incontrollabile di una sostanza).
La dipendenza da cannabis può quindi considerarsi come un comportamento problematico che conduce a disagio e che viene mantenuto “…nonostante la presenza di persistenti problematiche sociali od interpersonali”, o che a sua volta “…causa un fallimento nell’adempimento dei principali obblighi di ruolo sul lavoro, a scuola, a casa”.
Molti altri sono però i segnali che concorrono alla valutazione del disturbo come, ad esempio, l’abbandono o la riduzione delle attività sociali, lavorative, ricreative.
Vengono inoltre considerati i diversi tempi di remissione dei sintomi riscontrati, specificando se la persona vive, o meno, in un “ambiente controllato”. Chi utilizza regolarmente cannabis sviluppa quanto riferibile più generalmente a un disturbo da uso di sostanze.

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Riferimenti bibliografici

Senise, 2002
Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM-V)